Referendum Acqua Pubblica : consegnate in Cassazione un milione e 400mila firme. E’ record!!!

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Ci sembrava doveroso segnalare gli esiti della raccolta firme contro la privatizzazione dell’acqua.
Un vero successo, un importante segnale di democrazia degli italiani in un periodo storico buio e di declino per il nostro paese.
Tra quelle consegnate, ovviamente, anche le nostre 150 raccolte qui a Chioggia.
“Oggi, lunedì 19 luglio, il Comitato Promotore dei Referendum per l’acqua pubblica consegna oltre un milione e quattrocentomila firme presso la Corte di Cassazione.

Un risultato che segna un passo importante nella storia della democrazia e della partecipazione in questo Paese. Nessun referendum nella storia repubblicana ha raccolto tante firme.

La sfida che il comitato promotore ha davanti è quella di portare almeno 25 milioni di italiani a votare tre “sì” la prossima primavera, quando si terrà il referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici. Un risultato che oggi, alla luce del “risveglio democratico” a cui si è assistito nei mesi della raccolta firme, sembra assolutamente raggiungibile.

Adesso chiediamo al Governo di emanare un provvedimento legislativo che disponga la moratoria degli affidamenti dei servizi idrici previsti dal Decreto Ronchi almeno fino alla data di svolgimento del referendum. Chiediamo inoltre alle amministrazioni locali di non dare corso alle scadenze previste dal Decreto Ronchi. Un milione e quattrocentomila firme rappresentano una delegittimazione di qualunque scelta tesa ad applicare il Decreto, a maggior ragione per quelle amministrazioni che vogliono addirittura anticiparne le scadenze.

Il prossimo appuntamento del popolo dell’acqua è il prossimo 18 e 19 di settembre, quando, probabilmente a Firenze, si terrà l’assemblea dei movimenti per l’acqua.”

Fonte articolo

Be the first to comment - What do you think?  Posted by Gilberto Boscolo - 25 luglio 2010 at 11:34

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Le Super-Balle di Super Quark – 2 : l’innocuità delle scorie nucleari e l’esempio svedese

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Comincia nella puntata di SuperQuark del 22 Luglio 2010, la propaganda televisiva di stato pro-nucleare per orientare favorevolmente l’opinione pubblica al ritorno italiano alla (vetusta) energia nucleare per produrre energia elettrica.

Piero Angela, il divulgatore scientifico che non crede nell’educazione (min. 2:54), già noto per le super-balle sul terremoto dell’Aquila (qui il nostro articolo), sugli inceneritori (articolo dal blog di Grillo) e sull’eolico (articolo di byoblu.com) si presta ottimamente (sulla TV pubblica pagata con i nostri soldi) a questo ruolo: agli occhi dei cittadini è credibile ed affidabile.

Come si fa a sostenere che è giusto, per fare energia per 30 anni, creare cimiteri di scorie che rimarranno pericolose per migliaia di anni (Come se fosse certo che in migliaia di anni non potranno mai accadere eventi catastrofici in grado di devastare i depositi di scorie) ?

Come si fa a dire che abbiamo sforato i parametri del protocollo di Kyoto per le emissioni di CO2, perchè l’Italia ha rinunciato all’energia nucleare (di cui l’Italia non ha bisogno)?

A questi servi di regime risponderemo con tutte le nostre forze per divulgare l’informazione vera e non assecondata ai voleri del governante di turno.

p.s. : invitiamo a partecipare alla manifestazione antinucleare alla Mostra del Cinema di Venezia il 4 Settembre con la Motonave Chioggia-Lido Venezia. email: info@chioggianonucleare.org – telefono: Nicla 3335862774

Be the first to comment - What do you think?  Posted by Chioggia a 5 stelle - 23 luglio 2010 at 18:36

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Mo.S.E. : errori, limiti e ragionevoli alternative.L’appello del consigliere comunale grillino a Venezia, Marco Gavagnin

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Le ultime stime sulle variazioni climatiche, le valutazioni negative di Principia sulla governabilità delle paratoie Mose in certe condizioni di moto ondoso, i rilievi della Corte dei Conti sui costi di costruzione, gestione e manutenzione del Mose impongono di aprire una discussione, basata sui dati, per la salvaguardia di Venezia, Chioggia e di tutta la laguna.

Attualmente infatti i lavori del Mo.S.E. sono arrivati al 60% e a breve entreranno nella fase operativa più difficile ed irreversibile, relativa alle parti tecnologiche delle cerniere e della messa a dimora dei cassoni.Insomma siamo ad un vero e proprio punto di non ritorno.

Appoggiamo pertanto l’appello del consigliere comunale di Venezia per il MoVimento 5 Stelle Marco Gavagnin che ha sostenuto la videoinchiesta (vedi sopra) promossa dalle associazioni Nomose, Ecoistituto Veneto, Legambiente, Italia Nostra, Wwf, AmbienteVenezia, per evitare un sicuro fallimento del sistema Mo.S.E. e l’enorme spreco di denaro pubblico che questo comporterebbe.

Altre alternative, meno invasive, meno costose, mobili, e più efficaci come le paratoie a gravità potrebbero sfruttare i lavori già eseguiti senza lasciare sulle spalle delle future generazioni il salasso (circa 60 milioni di € l’anno) di enormi spese di manutenzione necessarie se venisse concluso il progetto attuale.

Qui l’appello del consigliere Gavagnin:

MOSE errori, limiti e ragionevoli alternative
Lettera agli amministratori della città di Venezia

Ho conferma che il video visionabile, cliccando nei video qui sopra, è stato sottoscritto anche dalle sezioni locali  di  tutte le più importanti organizzazioni ambientaliste nazionali e da molte associazioni lagunari e ritengo che  gli argomenti trattati e le proposte conclusive debbano senz’altro essere conosciute al più presto dall’intero Consiglio Comunale e diventare oggetto di una sua tempestiva  discussione di approfondimento e di successive, importanti decisioni nell’imminenza  di scelte e percorsi amministrativi del Consorzio Venezia Nuova che potranno comportare  ulteriori, pesantissimi, irreversibili impegni finanziari  e condizionamenti strutturali, insostenibili per  gli equilibri degli ecosistemi lagunari, per i bilanci delle Pubbliche Amministrazioni Locali, Regionali e Nazionali  e per  tutti gli operatori economici interessati a realizzare in prospettiva  la migliore e  più flessibile opera di  salvaguardia della Città Storica e di tutto il più vasto Ambito Lagunare.
Credo di aver capito che nelle prossime settimane montagne di soldi potranno essere sprecati per opere che, a giudizio di  esperti internazionali estremamente qualificati, saranno, non di rado, malfunzionanti o del tutto fuori uso e comunque produttive di  astronomici costi  di  funzionamento e di manutenzioni ordinarie e straordinarie pesantissime a carico di una spesa pubblica già oggi fortemente deficitaria.
Alcuni  documenti degli anni scorsi ed altri più recenti, agli atti di questa Civica Amministrazione,  sembrano indicare che si possono invece risparmiare montagne di soldi adottando soluzioni  più  semplici ed affidabili , di più rapida e facile realizzazione, più economiche, più adattabili alle previste, consistenti variazioni climatiche e più reversibili in rapporto alle esigenze di diverse agibilità della Laguna in relazione ai nuovi modi di produrre e di vivere  che saranno imposti nei prossimi anni dall’esigenza di rispettare e rivalorizzare le risorse geo-morfologiche  di tutto il fondale lagunare (oggi soggetto ad una gravissima erosione dei sedimenti ) e dai nuovi adattamenti ed utilizzazioni della  intera fascia litoranea  dell’ alto Adriatico imposti dal  consistente eustatismo previsto nell’arco dei prossimi 100 anni.
Riconfermo perciò l’esigenza che i singoli colleghi  Consiglieri Comunali non lascino trascorrere il periodo estivo senza aver valutato la proposta di un Convegno scientifico ad alto livello volto a superare i denunciati errori di  progettazione, i gravissimi limiti funzionali, economici ed ambientali del progetto Mose e la possibilità, ad oggi ancora percorribile, di  riconvertire opportunamente tutte  le opere preliminari e complementari sino ad oggi eseguite ed  adottando le più convenienti soluzioni tecniche alternative di chiusura delle bocche di porto.
Di fronte al   futuro, prevedibile fallimento tecnico-economico-ambientale  del “Meccanismo  Mose”, ritengo che comunque nessun Consigliere  del Comune di Venezia e tanto meno i membri della attuale Giunta potranno sperare di giustificarsi di fronte ai propri figli e nipoti o di fronte all’autorità giudiziaria, semplicemente  dichiarando : “Io non ero informato”… oppure “Io non avevo la competenza tecnica par capire ciò che stava avvenendo…”
Un confronto scientifico pubblico,  immediato, ad alto livello,  fra tecnici di opinioni diverse su tutti i  controversi dati che gravano sul Mose…oltre che un DOVERE nei confronti della INTELLIGENTE EFFICIENZA E TRASPARENZA AMMINISTRATIVA di QUESTA AMMINISTRAZIONE COMUNALE è anche l’unico modo per sollevare decentemente la propria coscienza da pesantissime, schiaccianti responsabilità.

Confido sul vostro senso di responsabilità. Marco Gavagnin  – Movimento 5 stelle.

Suggeriamo pertanto la visione dei due video che spiegano chiaramente le contraddizioni, i problemi, l’inefficacia del Mose e le possibili alternative.

2 comments - What do you think?  Posted by Chioggia a 5 stelle - 22 luglio 2010 at 19:00

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Dissenteria e il mare vicino a Chioggia: non balneabile per il ministero, balneabile per l’Arpav

Dal sito del Gazzettino (fonte e articolo) riportiamo la denuncia di una turista reduce da due settimane di vacanza ad Isola Verde di Chioggia:

“Mi chiamo Rossella Fedrigo, sono di Treviso e vi contatto per denunciare un fatto. Sono da poco rientrata da due settimane di vacanza a Isolaverde di Chioggia. Dal 4 giorno di permanenza i miei tre figli e in parte io e mio marito abbiamo sofferto di una forte dissenteria. Solo l’ultimo giorno qualcuno ci ha “confidato” che la causa era sonz’ombra di dubbio il mare, che d’inverno non è balneabile e magicamente d’estate lo diventa.
Ho consultato il portale Acque del Ministero della Salute e ho verificato effettivamente che quella zona non è balneabile per inquinamento e altre. Nel sito dell’Arpav invece ha una bella bandierina blu che la rende balneabile.

Vorrei andare a fondo della questione e comprendere effettivamente la qualità del mare e se può essere la causa del malessere nostro e di moltri altri ospiti della struttura turistica.

Rossella Fedrigo

Ho poi ricevuto la risposta del Ministero della Salute alla mia richiesta di chiarimenti che aggiungo di seguito:

Gentile sig.ra Rossella Fedrigo,

le confermo che la zona da lei indicata era ed è soggetta a divieto di balneazione, a seguito dei risultati analitici del monitoraggio. L’ordinanza di divieto è la numero 147 del 10 giugno 2010 se avesse necessità di chiedere delucidazioni al Comune. La normativa prevede che ci sia una cartellonistica adeguata sulla spiaggia che informi i bagnanti di tale divieto.

Sarà nostra cura segnalare l’accaduto al referente della Regione Veneto ed al sindaco del Comune di Chioggia, affinché siano messe in atto tutte le misure di gestione, compresa l’informazione, per la tutela della salute pubblica.(19 luglio 2010)”


Siamo andati a verificare, ed effettivamente nel sito www.portaleacque.it (Ministero della salute) quasi tutta la costa di IsolaVerde risulta Non Balneabile (ma anche Sottomarina e Rosolina Mare sono nella stessa situazione), mentre nel sito www.arpa.veneto.it le acque costiere risultano tutte, Balneabili.

Il D.P.R. 470/1982 legifera in merito (fino alla stagione balenare 2014) e presenta metodi e modalità di decreto dei divieti di balneazione di non facile comprensione.

L’Art. 6 del suddetto D.P.R. recita testualmente:

“Le acque si considerano idonee alla balneazione quando per il periodo di campionamento relativo all’anno precedente le analisi dei campioni prelevati almeno con la frequenza fissata nella tabella (allegato 1) indicano che i parametri delle acque in questione sono conformi a quelli della tabella stessa per almeno il 90% dei casi e quando nei casi di non conformità i valori dei parametri numerici non si discostino più del 50% dai corrispondenti valori.

Per i parametri microbiologici, il pH e l’ossigeno disciolto, non si applica detta limitazione del 50%.
Per i parametri «coliformi totali», «coliformi fecali», e «streptococchi fecali» la percentuale dei campioni conformi è ridotta all’80%. Qualora per i parametri «coliformi totali» e «coliformi fecali» vengano superati, rispettivamente, i valori di 10.000/100 ml e 2.000/100 ml, la percentuale dei campioni conformi per detti parametri è aumentata al 95 per cento.

Art. 7

Quando per due stagioni balneari consecutive i risultati dei campioni routinari prelevati in uno stesso punto dimostrino per entrambi i periodi la non idoneità alla balneazione, la zona interessata dovrà essere vietata alla balneazione. Quando in una stagione balneare i risultati dei campioni routinari prelevati in uno stesso punto dimostrino la non idoneità alla balneazione con un numero di campioni non conformi superiore ad un terzo di quelli effettuati, la zona interessata dovrà essere vietata alla balneazione. Poste in atto le misure di miglioramento volte a rimuovere le cause dell’inquinamento, nei limiti delle risorse
finanziarie previste da apposite leggi di spesa, il giudizio di idoneità alla balneazione sarà subordinato all’esito favorevole di analisi eseguite negli ultimi sei mesi distribuite anche in due periodi di campionamento consecutivi almeno con la frequenza
prevista nella tabella (allegato 1).

Questi invece i limiti per la determinazione della balneabilità delle acque:

Parametri Corpo idrico Valori limite
Enterococchi intestinali Acque marine 200 n*/100 ml
Acque interne 500 n*/100 ml
Escherichia coli Acque marine 500 n*/100 ml
Acque interne 1000 n*/100 ml

(*) n = UFC o MPN.

Chi avrà ragione?????

Nel frattempo i cittadini facciano pure il bagno in mare….a loro rischio e pericolo però!!!!

Be the first to comment - What do you think?  Posted by Chioggia a 5 stelle - 20 luglio 2010 at 19:44

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Paolo Borsellino fu ucciso perché si oppose alla trattativa mafia-stato

Riportiamo un articolo tratto da “il Fatto Quotidiano” relativo al presunto movente della strage di Via D’Amelio nella quale venne ucciso Paolo Borsellino e la sua scorta.

Dopo lo scempio delle statue dedicate a Falcone e Borsellino, e la disinformazione sul flop della marcia delle agende rosse uno squarcio di luce su questa drammatica storia sulla quale si fondano gli equilibri politico-economici italiani dal 1993 ad oggi.Il clima di tensione nel quale è ripiombata la nostra nazione ne è l’ennesima prova.Siamo vicini a Salvatore e a tutto il Popolo delle Agende rosse.

Il mistero della morte del magistrato dentro una lettera di Vito Ciancimino. Un documento del ’93 presto in mano ai magistrati e indirizzato a un “futuro premier”

“Paolo Borsellino si è opposto alla trattativa tra lo Stato e la mafia dopo la strage di Capaci che costò la morte a Giovanni Falcone, alla compagna Francesca Morvillo e a tre uomini della sua scorta. Dopo le testimonianze tardive dei politici, dopo le rivelazioni del pentito Gaspare Mutolo sul tema, ora la conferma arriverebbe da un documento autografo di don Vito Ciancimino in persona. E’ una lettera che il figlio Massimo dovrebbe consegnare nei prossimi gorni ai magistrati che indagano sui misteri della mancata cattura di Bernardo Provenzano e sul patto tra Stato e mafia. Massimo Ciancimino ne ha già anticipato i contenuti in un verbale segretato.

Finora al processo al generale Mario Mori per il mancato blitz nelle campagne di Mezzoiuso, dove il colonnello Riccio del Ros avrebbe potuto chiudere la latitanza del boss Provenzano dieci anni prima della sua catura grazie alle rivelazioni del confidente Luigi Ilardo (poi ucciso) si sono confrontate due verità. La prima è contenuta in un lungo memoriale delgenerale Mario Mori consegnato ai giudici che devono decidere le sue sorti. L’allora colonnello del Ros, vice e poi comandante dell’unità specializzata del’Arma che poi catturò Totò Riina ha ammesso i contatti con la famiglia Ciancimino ma con date e significato diverso da quello che gli ha attribuito Massimo Ciancimino. Dopo la strage di Capaci solo il capitano del Ros Giuseppe De Donno incontrò Massimo Ciancimino per chiedergli di fare da ponte con il padre. Secondo Mori prima della strage di via D’Amelio del 19 luglio 1992 e dopo quella di Capaci, avvenuta il 23 maggio, non ci furono incontri tra lui e il consigliori di Provenzano e Riina. Solo dopo la strage di via D’Amelio della quale domani ricorre l’anniversario, il generale in persona avrebbe varcato la soglia della casa di via San Sebastianello dove Vito Ciancimino allora viveva a due passi da Piazza di Spagna.

La versione del Ros era sempre stata confermata da don Vito fino alla morte avvenuta nel 2002 ma è stata ribaltata da Massimo Ciancimino con le sue rivelazioni consegnate negli ultimi due anni ai magistrati siciliani. Secondo il figlio di don Vito Mario Mori ha incontrato il padre prima della strage di via D’Amelio. Sempre secondo Massimo, Vito Ciancimino era convinto che quell’avvio di trattativa aveva incoraggiato la strategia stragista di Riina: fare la guerra per fare la pace e ottenere i benefici carcerari per i detenuti di mafia e la revisione del maxiprocesso, oltre alle altre richieste contenute nel cosiddetto papello. Anche Giovanni Brusca, il boss di San Giuseppe Iato che aveva spinto il telecomando a Capaci, aveva detto prima di Ciancimino junior che Riina, dopo la strage di Capaci disse che “si erano fatti sotto” e bisognava dare un altro colpo. Secondo il figlio, Vito Ciancimino aveva sempre sostenuto il contrario per rispettare un accordo preso con il Ros. Don Vito, secondo lui, fu anche invitato dai difensori degli autori delle stragi, a raccontare la storia della trattativa nei suoi termini reali ma don Vito si rifiutò di cambiare versione.

La lettera descritta da Ciancimino junior ai pm palermitani e che probabilmente sarà consegnata martedì 20 luglio- se quello che Massimo dice è vero – dovrebbe essere stata scritta dal padre e probabilmente risale al 1993. E’ indirizzata a un personaggio dell’economia che allora sembrava potesse assurgere al ruolo di premier. Don Vito, che in quel periodo cercava di comunicare con le istituzioni inutilmente cerca di ottenere ascolto da quello che i suoi amici politici gli hanno preconizzato come futuro presidente. Ciancimino rivela al destinatario della missiva che in quell’anno “il regime sta tentando il suo capolavoro finale”. Il regime non è la politica ma, par di capire, una sorta di alleanza tra una parte della politica, dei Servizi segreti e delle forze di polizia deviate.
Ciancimino senior dopo un pizzico di autocritica malinconica dice “faccio parte di questo regime e sono consapevole che solo per il fatto di farne parte presto ne sarò escluso” passa ad analizzare il tema della trattativa. “Dopo un primo scellerato tentativo di soluzione avanzata dal colonnello Mori per bloccare le stragi. Tentativo di fatto interrotto dall’omicidio Borsellino, sicuramente oppositore fermo di questo accordo, si è decisi finalmente costretti dai fatti di accettare l’unica soluzione possibile per poter cercare di rallentare questa ondata di sangue che al momento rappresenta solo una parte di questo piano eversivo”.
Poi aggiunge: “Ho più volte chiesto invano di essere ascoltato dalla commissione antimafia”.

La lettera è importante per tre motivi. Prima di tutto perché data “il tentativo” di Mori dopo la strage di Capaci ma prima di via D’Amelio. Poi perché inserisce le stragi di mafia in un disegno più ampio di tipo eversivo elaborato da “un architetto” che governa un sistema del quale don Vito stesso fa parte.Anche se per poco. Perché sente che la sua stagione è finita e presto ne sarebbe stato escluso. Infine perché la lettera – se Massimo e anche Vito dicono il vero – conferma le ipotesi più inquietanti della magistratura sul movente della morte di Borsellino. Il giudice amico di Falcone si sarebbe opposto alla trattativa, secondo la lettera attribuita a don Vito dal figlio. E questo, potrebbe essere stato il motivo dell’accelerazione della sua condanna a morte.”

Fonte articolo


Be the first to comment - What do you think?  Posted by Chioggia a 5 stelle - 19 luglio 2010 at 11:30

Categories: Politica   Tags: , , ,

Vaccini, i veri serial killer del ventesimo secolo: il caso Tremante

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Avevamo già trattato l’argomento relativo ai vaccini per l’influenza suina (poi ovviamente rivelatasi una bufala) lo scorso agosto in questo articolo.

Ritorniamo sull’argomento in occasione dell’uscita del video sopra visionabile, testimonianza attuale e reale della pericolosità delle vaccinazioni sulla salute umana e della mancanza di scrupoli delle aziende farmaceutiche.

Ne parlò anche Beppe Grillo nei suoi spettacoli.

Questi serial killer moderni e legalizzati hanno enormi interessi economici ed un potere tale da condizionare pesantemente i governi nazionali (vedi corruzione del ministro De Lorenzo per l’obbligatorietà del vaccino contro l’epatite B).

Il caso di Alberto Tramante (al quale portiamo tutto il nostro cordoglio) rimasto disabile a causa del vaccino anti-Polio e che ha perso ben due fratelli sempre a causa dello stesso vaccino.

Sembra un caso limite, ma non è proprio così, oltre alla morte i gravi danni e rischi dovute alle vaccinazioni (vedi sotto), si è verificato che il generale aumento esponenziale di allergie riconducibile alla diffusione dei vaccini, questo soprattutto nei bambini e nei giovani.

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Be the first to comment - What do you think?  Posted by Gilberto Boscolo - 9 giugno 2010 at 11:06

Categories: Salute   Tags: , ,

Larga adesione a Chioggia per il referendum Acqua Bene Comune: 150 firme raccolte

Ottimo l’esito dei due banchetti organizzati da Chioggia 5 stelle per la raccolta firme nel comune di Chioggia contro la privatizzazione dell’acqua, 50 adesioni (per ogni referendum) in due ore raccolte a Sant’Anna di Chioggia il 30 Maggio, ed altre 100 adesioni in tre ore raccolte ieri (per ogni referendum) in centro storico a Chioggia.

Ringraziamo tutti i cittadini che sono venuti a firmare e tutti gli attivisti che hanno reso possibile l’organizzazione dei banchetti!

Be the first to comment - What do you think?  Posted by Gilberto Boscolo - 5 giugno 2010 at 10:29

Categories: Acqua, Comune di Chioggia, Eventi   Tags: , , ,

Anche i residenti a S.Anna di Chioggia hanno potuto firmare per i referendum sull’acqua: “non siamo cittadini di serie B!”

I residenti delle frazioni di Chioggia non sono (come spesso purtroppo accade in altri ambiti) cittadini di serie B.

Questo il messaggio di “Chioggia 5 stelle” con il banchetto raccolta firme Acqua Bene Comune di ieri in Piazza Tiziano Baldin a S.Anna di Chioggia.

Ovvia la minore affluenza se paragonata alle zone centrali di Chioggia o Sottomarina data l’inferiore popolosità della frazione.

Ma dare la possibilità a tutti i cittadini di qualsiasi colore politico e di qualsiasi residenza, di esercitare un proprio diritto costituzionale (art. 50) è un dovere.

Bisogna ricordare infatti le estreme difficoltà che i cittadini delle frazioni (spesso paesi-dormitorio con servizi carenti o inesistenti) devono affrontare ogni qual volta debbano recarsi nel centro di Chioggia-Sottomarina a causa di servizi di trasporto pubblico nettamente insufficienti.

Questo ovviamente costringe le persone ad usare mezzi privati (i cui costi gravano pesantemente sui bilanci familiari) creando problemi di traffico, diminuendo la sicurezza nel trasporto lungo la pericolosa Statale Romea, creando problemi di posteggio auto, aumentando l’inquinamento dell’aria e deteriorando il manto stradale (vedi calle Duomo rifatta dopo soli 2 anni dal precedente ripristino).

Un’opportunità colta al balzo da decine di cittadini increduli che hanno prontamente firmato per i tre referendum abrogativi per la ripubblicazione dell’acqua.

Be the first to comment - What do you think?  Posted by Gilberto Boscolo - 31 maggio 2010 at 09:43

Categories: Acqua, Eventi   Tags: , ,

Federalismo demaniale, ovvero la privatizzazione dei beni comuni

Riporto un’interessante intervista all’ing. Edoardo Salzano pubblicata sul sito Carta Est Nord relativamente al federalismo demaniale.

Se lo leggano coloro i quali hanno spinto per le Olimpiadi a Venezia (alle quali si voleva agganciare anche Chioggia).

«La manovra è chiarissima: prima si sono impoveriti i comuni, si sono tagliate le loro finanze, si sono ridotti al minimo i trasferimenti dallo Stato ai comuni, e contemporaneamente sono aumentati i compiti degli enti locali. Poi è stata data loro la possibilità di trasformare l’urbanizzazione in soldi, consentendo di destinare i fondi derivanti dagli oneri di urbanizzazione non per realizzare le opere di urbanizzazione, ma per coprire le spese correnti. In questo modo si sono incentivati negli ultimi anni i comuni a rendere edificabili sempre più aree, per poter fare cassa». Il terzo atto, secondo Eddy Salzano, decano degli urbanisti italiani e impegnato in prima linea nella difesa dei beni comuni, è stato servito su un piatto d’argento ieri, con l’approvazione del «federalismo demaniale», da parte della commissione parlamentare ad hoc.

«I comuni continuano ad essere poverissimi, perché gli oneri di urbanizzazione sono molto bassi, e così oggi, visto che si vuole privatizzare tutto quello che è privatizzabile, dalle spiagge alle sorgenti, si cedono questi beni ai comuni perché li valorizzino economicamente, e quindi le cedano ai privati». Dietro il federalismo sbandierato dalla quasi totalità del parlamento, una gigantesca operazione di trasferimento di beni materiali. Ma anche di potere politico, che viene «ceduto» dallo Stato centrale: «Il senso dell’operazione – continua Salzano – è trasferire poteri dai luoghi più forti della Repubblica ai luoghi più deboli, come sono oggi i comuni, perché la privatizzazione possa passare più facilmente.

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1 comment - What do you think?  Posted by Gilberto Boscolo - 21 maggio 2010 at 10:50

Categories: Ecologia, Informazione, Urbanistica   Tags: , , ,

Il problema nucleare di Zaia

ILFT20100428 (copia)

Articolo tratto da “Il Fatto Quotidiano” del 28 Aprile 2010

Il problema nucleare di Zaia
LE NUOVE CENTRALI SARANNO ANCHE NEL POLESINE, NONOSTANTE LE PROMESSE DEL NUOVO GOVERNATORE

di Nicola Brillo

Padova
Sul tavolo del nuovo governatore del Veneto Luca Zaia finiranno presto due grane energetiche. Ed entrambe portano dirette in Polesine. Qui infatti prosegue la battaglia tra i comitati ed Enel, a colpi di proteste e azioni legali, contro la riconversione della centrale da olio a carbone, simile a quella di Civitavecchia fermata nei giorni scorsi. La centrale di Polesine Camerini (Rovigo) è anche al centro della nuova inchiesta della magistratura rodigina che ha indagato i vertici dell’Enel, passati e attuali. Proprio queste zone sono maggiormente indiziate per ospitare una delle cinque centrali nucleari promesse dal governo Berlusconi. Durante la campagna elettorale della Lega Nord in Veneto la parola “nucleare” è stata bandita: tutti gli annunci parlavano di “autonomia energetica” ed “energia pulita”. E anche il governatore Zaia, che a Roma aveva dato via libera al ritorno in Italia del nucleare, in Veneto è stato perentorio: “La regione la sua parte l’ha già fatta. Con il rigassificatore al largo delle sue coste, e con la riconversione al carbone di Porto Tolle”.

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Be the first to comment - What do you think?  Posted by Gilberto Boscolo - 28 aprile 2010 at 19:05

Categories: Energia, Nucleare   Tags: , , ,

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