L’Agenda rossa di Paolo Borsellino (2)

… una pietra tombale su una delle vicende giudiziarie più inquietanti degli ultimi tempi.

Sono queste le parole usate dal Procuratore aggiunto di Caltanissetta (ora procuratore di Agrigento) Renato Di Natale e dal sostituto Rocco Liguori nel ricorso per cassazione proposto contro la sentenza del gup Paolo Scotto Di Luzio che ha prosciolto il colonnello dei carabinieri del Ros Giovanni Arcangioli dall’accusa di avere rubato l’agenda rossa di Paolo Borsellino pochi minuti dopo l’esplosione in via D’Amelio, il pomeriggio del 19 luglio 1992.

arcangioli-contrastata-1235034242Il mistero dell’agenda rossa, a sedici anni dalla morte di Borsellino e dei cinque agenti di scorta, appare dunque più impenetrabile che mai. I due magistrati di Caltanissetta, infatti, giudicano le motivazioni del gup ‘’contraddittorie, manifestamente illogiche, con un travisamento della prova’’. E l’unica possibilità di scavare sui retroscena della sparizione di quell’agenda, definita da Marco Travaglio la ‘’scatola nera’’ della Seconda Repubblica, resta ora appesa al filo di un ricorso alla Corte di Cassazione, chiamata a decidere se sollevare quella ‘’pietra tombale’’, ordinando di processare l’imputato Arcangioli.

Di sicuro non vi è certezza sull’identificazione del soggetto cui fu consegnata la borsa del dottor Borsellino una volta prelevata dalla macchina blindata – scrivono Di Natale e Liguori – ma non può essere messo in discussione che, dopo un margine di tempo presumibilmente breve, la borsa ricompare nelle mani dell’imputato mentre si dirige in via Autonomia Siciliana.

Quel che accadde quel pomeriggio attorno alla blindata annerita dalle fiamme non è chiaro: le testimonianze restano contraddittorie, i ricordi confusi: ‘’ma si tratta di vuoti – scrivono i pm – che meritavano un approfondimento dibattimentale che attraverso confronti o ricognizioni personali potevano essere colmati’’. Per questo motivo, i magistrati della procura nissena concludono il loro ricorso, affermando che ‘’il procedimento in oggetto può anzi definirsi un classico caso in cui è necessario un vaglio dibattimentale’’. Il caso, insomma, è ancora aperto. Mentre Palermo si mobilita per commemorare Paolo Borsellino e i poliziotti morti con lui nell’esplosione di via D’Amelio, la parola passa alla Suprema Corte.

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4 comments for “L’Agenda rossa di Paolo Borsellino (2)

  1. 2 luglio 2009 at 08:41

    Grazie Grilli di Chioggia, avete organizzato davvero un bell’incontro, sarebbe stato un peccato perderselo!

  2. 2 luglio 2009 at 12:11

    Grazie per la bellissima serata, e complimenti per l’organizzazione

  3. 3 luglio 2009 at 01:37

    Magnifica serata organizzata in modo impeccabile dagli Amici di BEPPE GRILLO di Chioggia. Emozionante e combattivo Borsellino; illuminante e sorprendente Genchi; indispensabile il supporto di Lo Bianco con riferimenti anche alle infiltrazioni mafiose a Chioggia. Eccellente la ricostruzione delle stragi di Capaci e di via D’Amelio con l’ausilio di filmati alternati con perfetto tempismo ai commenti dei relatori. Ottima cena in compagnia. Il berlusconismo sta per finire,ma ci sono fondati motivi per preoccuparsi: come nel ’92-’94, l’architettura complottistica ha origini ben lontane dalla politica.

  4. 3 luglio 2009 at 01:52

    Grazie a tutti per i complimenti, ora penso sia doveroso lanciarvi un messaggio importante… Noi abbiamo bisogno di voi, non possiamo rimanere soli, abbiamo bisogno della vostra partecipazione a quelle che sono le nostre attività. Vi invito dunque a partecipare alle nostre riunioni senza timore di ritrovarvi come pesci fuori dall’acqua, il nostro è un gruppo di amici con la quale penso sia semplice integrarsi, farsi quattro risate e discutere seriamente. Siete dunque tutti invitati a prendere parte attivamente all’associazione. Ci contiamo veramente.

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