Veritas, una società senza nessun reale controllo pubblico

In questi giorni è uscita la notizia sull’aumento spropositato della T.I.A. per i cittadini del Comune di Chioggia: si tratta addirittura del 56,60% in più, in tre anni, da versare alla società Veritas. Una follia già diventata realtà (Delibera Comm. Straord. n. 70 del 29/03/2011) che affosserà definitivamente la già agonizzante situazione dell’economia locale.

Al di là della discutibile scelta di affidare la gestione dei rifiuti del comune ad una società che gestisce su questo settore tutta la provincia di Venezia (scelta della giunta Guarnieri con Delibera Consiglio Comunale n. 33 del 07/03/2003), ci chiediamo se Veritas, pur essendo a totale azionariato pubblico, sia ancora controllata dai comuni o se sia diventata una sorta di società autoreferenziale che impone agli enti pubblici che fanno parte del suo azionariato, modifiche unilaterali alle tariffe senza nessuno spazio di trattativa o di revisione dei metodi di gestione (magari per tagliare sprechi ed inefficenze).

Ricordiamo infatti che il Comune di Chioggia detiene qualcosa come 240.339 azioni (10,83%) della società Veritas s.p.a. pari ad un valore di €12.016.950 se consideriamo il valore nominale (cioè al momento della creazione della società). In realtà attualmente il valore economico ragionevole può essere quello sul quale Veritas è stata valutata recentemente per le operazioni sulle azioni proprie, e cioè 80 € ad azione. Il valore complessivo detenuto dal Comune di Chioggia è stimabile in € 19.227.120.

Secondo Veritas i fattori su cui agire per contenere gli oneri di smaltimento per il Comune di Chioggia sono: lo standard di servizio, incidenza del turismo (pulizia della battigia), incentivi che possano “allineare” il costo del servizio.

E’ sicuramente vero che uno standard di servizio determina il costo ma non è l’unico fattore.
Il costo di un servizio non può essere sempre rappresentato come un dato. Se il servizio è affidato direttamente :
a) Il Comune deve poter discutere con Veritas sia dei ricavi (la tariffa pagata dai cittadini) che dei propri costi;
b) Veritas deve fornire a tutti i comuni i dettagli analitici delle varie gestioni (costi e ricavi) in modo da metterli in condizione di gestire i propri servizi attraverso Veritas.

Resta quindi inconcepibile che a fronte di qualsiasi problema di bilancio chi deve pagare debbano essere sempre i cittadini con aumenti folli della T.I.A. (fino al 56,60% in tre anni) senza prendere minimamente in considerazione altre alternative. Aumenti che non vedranno certo un miglioramento del servizio, anzi con un taglio di alcuni di essi.

Per far fronte all’aumento della T.I.A.,  è stato deciso di riaprire (ancora???) la stracolma discarica di Ca’ Rossa che diventerebbe una collina. Già il concetto di discarica è sbagliato in sé, poi posizionarla tra due fiumi è stata una scelta geniale, soprattutto se si pensa che il Brenta sfocia proprio a fianco di Sottomarina, località dove tutti noi andiamo allegramente a fare il bagno d’estate. Resta inaccettabile che si ricorra ancora alla discarica per far fronte ai debiti del Comune nei confronti di Veritas senza prima analizzare come Veritas svolge il servizio e perchè ha questi costi così elevati.

Per risolvere il problema infatti bisognerebbe prima capirne le reali cause che potrebbero essere:

-Inefficienze gestionali, dovute a Veritas o dovute al comune e alla politica;
-Incapacità di Veritas di autofinanziarsi adeguatamente;
-Necessità di Veritas di procedere ad investimenti;
-Una combinazione delle tre precedenti.
Se ci sono inefficienze gestionali non è comprensibile perché non le si discute e non le si corregge. Se c’è una ridotta capacità di autofinanziarsi, probabilmente si deve discuterne la causa (inefficienze gestionali, allora si torna al punto precedente, inefficienze della politica, allora bisogna cambiare la politica). Invece nulla di tutto ciò: Veritas presenta il conto ed il comune deve pagare, punto.

Per esempio, perchè di fronte ai problemi di bilancio non vengono drasticamente ridotti gli stipendi dei dirigenti della società? (es. €48.000 l’anno al vicepresidente Veritas)

Un’altra alternativa potrebbe essere quella di aprire una percentuale del proprio azionariato agli utenti residenti che entrerebbero in condizione di parità per una frazione del capitale tra il 10 ed il 20%. Sarebbe un ottimo metodo per racimolare fondi, al fine di appianare i debiti e per attuare quegli investimenti necessari, per esempio, per passare ad una raccolta differenziata porta a porta seria (nulla a che vedere con quella disastrosa raccolta sperimentata in centro storico due anni fa con una raccolta a settimana per tipologia rifiuto) per tutti i comuni. Un investimento che verrebbe certamente ripagato in pochi anni grazie ai maggiori introiti che Veritas incasserebbe per la vendita delle maggiori quantità di materie prime differenziate. Purtroppo però aprire l’azionariato ai cittadini significa anche dover render conto ad altri soggetti che sicuramente sarebbero più pignoli degli enti pubblici già presenti. Presumiamo che questo non sia particolarmente gradito alla società che infatti, si è guardata bene dall’inserire l’eventualità nel suo Statuto (art. 8 comma 1 e 2).

Ricordiamo infine che se Veritas si ostinasse a voler imporre unilteralmente le sue decisioni, il comune di Chioggia potrebbe sempre optare per la rescissione del contratto di gestione rifiuti e vendere parte delle sue azioni con le quali finanziare il ritorno alla gestione comunale dei rifiuti o proponendo un appalto pubblico.

L’ora dei diktat è finita, l’interesse pubblico deve tornare a primeggare su quello privato!!!

P.S.: creare un centro riciclo tipo quello di Vedelago no, vero?

Gilberto Boscolo – Candidato Sindaco (portavoce) – MoVimento 5 Stelle Chioggia

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