Tassa di Soggiorno, l’emblema della superficialità e del non confronto dell’amministrazione Casson

Ad un anno dall’insediamento dell’amministrazione Casson, dopo un lungo letargo, la maggioranza costretta dalle scadenze di bilancio a prendere le dovute decisioni finanziarie, pena il commissariamento, dimostra la propria superficialità, incapacità ed autoritarismo.

La Tassa di Soggiorno era infatti uno dei tre “pilastri” da cui prescinde l’equilibrio finanziario del Comune di Chioggia per il bilancio di previsione 2012, con entrate previste per un importo di 1.355.000€.

é noto oramai quanto essa sia stata contestata con grande accesa fermezza da tutti gli operatori turistici, non tanto per l’introduzione in sé, quanto per il metodo utilizzato, ovvero senza accenno e alcuno alle categorie turistiche durante gli incontri del famigerato Tavolo Tecnico del Turismo (a cos’è servito?) e con il tentativo di porle di fronte al fatto compiuto, diffondendo la notizia solo a Giugno. Il fine evidente è quello di far cassa, colpendo indistintamente neonati, anziani, disabili, equiparando in due tariffe (1,2€/giorno a persona per gli alberghi, 0,8€/giorno a persona per tutti gli altri) tutte le strutture. Infatti nonostante nel regolamento sia specificato che i proventi di tale imposta saranno utilizzati solo per fini turistici, di fatto nel bilancio di previsione non ci sono corrispondenti ed equivalenti somme previste per il settore turistico in più rispetto al bilancio 2011.

Un errore ancora più grave se pensiamo che la delega al Turismo era stata appositamente mantenuta dal Sindaco Casson, che si assume quindi tutta la responsabilità, insieme all’assessore al bilancio Girotto, di una scelta e di un metodo scellerati.

Dopo la chiusura totale della maggioranza nei consigli comunali del 20 e 28 Giugno, con relativa bocciatura di tutti gli emendamenti presentati, gli operatori promuovono un ricorso al Tar contro l’imposta contestando le tariffe non diversificate in rapporto alla tipologia, alla qualità della struttura e alla mancata specificazione del loro diritto a non essere considerati sostituti d’imposta (vedi emendamento presentato dal M5S e prontamente respinto).

L’ultimo colpo di scena arriva il 4 luglio quando viene comunicato ai consiglieri comunali che è necessario modificare l’art. 2 “Presupposto dell’Imposta” della relativa delibera (commissione il 9 Luglio ore 16 e consiglio comunale l’11 luglio ore 17), in quanto con l’attuale formulazione le categorie di affittacamere non sarebbero soggetti all’imposta, rischiando quindi di vedere vanificate le già ottimistiche stime di entrata. Eventualità che, insieme ai ricorsi al Tar, potrebbero costringere l’amministrazione a deliberare importanti varianti di Bilancio che metteranno a rischio gli equilibri finanziari previsti.

Si tratta proprio della prova della superficialità e autoritarietà precedentemente citate al limite del ridicolo, o del tragico se si pensa che la totale assenza di confronto con gli operatori turistici è stata coscentemente voluta. Metodi che del resto si erano già verificati in altri casi minori, vedi alberi scuola todaro e commissione mense scolastiche.

Gilberto. Boscolo – Consigliere comunale

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