Ponte e sbarramento antisalino sul Brenta: pro e contro del progetto

Il M5S di Chioggia analizza nel dettaglio I pro ed i contro, di un’opera così contestata e allo stesso tempo attesa.

Il progetto nasce a fine anni ’90 a causa del sempre più frequente fenomeno di risalita del cuneo salino, che è arrivato ad risalire i fiumi Adige e Brenta fino a 20 km dalla foce, mettendo in seria difficoltà una vastissima area agricola, compresa quella chioggiotta. Il posizionamento più idoneo secondo i tecnici, dello sbarramento è stato individuato a 700 ml ad est (a valle) del ponte della Statale Romea sul Brenta.

La salvaguardia dell’agricoltura locale é per noi una priorità in un periodo in cui la produzione a km 0 locale sta diventando fondamentale per la sussistenza di moltissime famiglie, il settore già presenta gravi problemi che, con la risalita del cuneo salino si aggraverebbero, per la perdita di interi raccolti e per il peggioramento progressivo della fertilità terreni che diventerebbero aridi nel tempo.

Inconsistente risulta in tal senso l’obiezione secondo la quale l’irrigazione nei terreni di S.Anna-Ca’Lino avviene con acque prelevate dal fiume Adige: questa affermazione seppur vera, verrebbe vanificata in quanto spostando a monte lo sbarramento l’acqua di mare si infiltrerebbe nei terreni e finirebbe per ritornare verso l’Adige attraverso il Canal di Valle che unisce i due fiumi, vanificando quindi anche la funzione dello sbarramento presente nel fiume Adige.

Pertanto senza sbarramento nel fiume Brenta, o con questo a monte significa sacrificare il settore agricolo comunale di una vasta e nevralgica area del territorio chioggiotto.

L’opera di sbarramento verrà finanziata appunto dal Ministero dell’agricoltura (Consorzi Bonifica) per 15 milioni di €, dal Comune di Chioggia per 4 milioni di €, dal Magistrato alle Acque per €800.000, dalla Regione Veneto per 3 milioni di €, per un totale di 22,8 milioni di €.

Approfittando di quest’opera, nel 2007 il progetto è stato modificato aggiungendo allo sbarramento anche la costruzione di un ponte carrabile di collegamento tra Ca Lino e Sottomarina per creare una via alternativa indispensabile anche per gli abitanti delle frazioni di Ca’Lino e S.Anna, alla pericolosa Statale Romea, con annessa pista ciclabile. Questa scelta più o meno condivisibile, incredibilmente non è mai stata approvata dal consiglio Comunale, nè tantomento dalla Giunta, nonostante il Comune di Chioggia contribuisca con ben 4 milioni di € alla realizzazione. Evidentemente per Chioggia, le decisioni che contano vengono prese altrove.

Tale progetto, arrivato ai giorni nostri alla fase di appalto, evidenzia comunque alcune criticità non trascurabili:

– l’individuazione del punto di edificazione dell’opera, che sarebbe stata strategicamente più utile nelle vicinanze della foce, almeno per quanto riguarda il ponte;

– i costi elevati previsti per la realizzazione delle due opere (22,8 milioni di €);

– il mancato adeguamento delle vetuste vie di comunicazione esistenti delle realtà di Ca’Lino e Sottomarina che verranno collegate al futuro ponte;

– la possibilità che il ponte e l’annessa strada di collegamento diventi un cavallo di troia per rendere edificabili altri terreni agricoli di Ca’Lino e del Parco degli Orti;

– l’altezza di +3,7 ml all’intradosso del ponte risulta essere insufficiente e sarebbe auspicabile un aumento della stessa. Questo è stato dichiarato inapplicabile perchè comporterebbe un aumento di costi di cui non c’è copertura finanziaria al momento, pertanto si reiterano le perplessità sull’eccessiva onerosità dell’opera.

A seguito dell’approvazione del progetto, i proprietari delle darsene a monte dello stesso, hanno preventivato un loro danno economico derivante dalla realizzazione dello sbarramento pari a 18 milioni di euro in venti anni. Sulla quantificazione di questa cifra sorgono però alcuni dubbi: infatti solo il 10% delle imbarcazioni diportistiche ospiti in queste strutture utilizzano ora il passaggio al mare attraverso il fiume Brenta, in quanto già la presenza del ponte ferroviario (+2,34 ml) e del ponte della Statale Romea (+3,07) per le limitate altezze impediscono il passaggio di imbarcazioni da di porto medio-grandi, dirottando il 90% del traffico presso la conca di navigazione di Brondolo verso Chioggia, forse anche per le caratteristiche estetiche particolari di questo canale navigabile..

Per incontrare le esigenze dei proprietari delle darsene sul Brenta, e per facilitare il traffico da diporto su questo fiume, sarebbe auspicabile prevedere un aumento delle dimensioni della conca di navigazione, da 6x32 metri come previsto dal progetto ad almeno 10x50 metri.

La mautenzione dell’opera: ci auguriamo che non venga abbandonata a se stessa come spesso abbiamo visto per molte opere pubbliche negli ultimi anni. Questo potrebbe creare nel tempo criticità anche di tipo idraulico non indifferenti.

Recentemente, il prof. D’alpaos ha dichiarato di non escludere situazioni di pericolo idraulico in caso di piena del Brenta quando la nuova struttura sarà terminata. Sono affermazioni pesanti di cui non dubitiamo, ma che andrebbero anche dimostrate con simulazioni o perizie che al momento non siamo stati in grado di recuperare in quanto non ci risultano esistere.

Rimangono due dubbi:

– Se lo sbarramento anti risalita fosse posizionabile alla foce del Brenta verrebbero meno le accuse di presunti favoritismi rispetto alle darsene più vicine alla foce del fiume;

– Non è chiaro perchè i proprietari delle darsene nel ricorso al TAR non hanno chiesto la sospensiva dell’opera.

L’opera è necessaria e lo sbarramento anti-cuneo salino non può essere posizionato a monte dell’intersezione tra Brenta ed il Canal di Valle e Canale Gorzone. Probabilmente poteva essere progettata diversamente, meno costosa e con una dislocazione in prossimità della foce del fiume. Sperando che l’appalto si svolga con regolarità.

Movimento 5 Stelle Chioggia

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