Sbarramento antisalino, la collocazione corretta è valle dei canali confluenti nel fiume Brenta

Nonostante le solite futili polemiche politiche ovviamente sorte, nella 1a Commissione consiliare del 19/08/2013 richiesta dal sottoscritto e dal Cons. Marcellino Boscolo, è stato analizzato nei dettagli l’aspetto agricolo dell’opera di sbarramento antisalino del fiume Brenta, analisi del resto mai avvenute con una Commissione specifica da quando l’attuale Consiglio è stato eletto nel Giugno 2011.

Da tali analisi è emersa in maniera palese ed indiscutibile, anche sotto l’aspetto tecnico, la necessità che l’agricoltura ed il territorio hanno di quest’opera.

Ma la cosa più importante che è stata chiarita definitivamente è che lo sbarramento va posizionato a valle delle confluenze dei canali Gorzone, Busiola e Canal di Valle con il fiume Brenta.

Le motivazioni sono le seguenti:

– l’acqua salata risalirebbe il Canale Busiola ed il Canal di Valle, vanificando anche lo sbarramento posizionato sul fiume Adige che oltre all’irrigazione agricola preserva l’attingimento di acqua dolce dell’acquedotto di Chioggia sull’Adige;

– il comprensorio di S.Anna di Chioggia (2462 ettari) compreso tra Adige e Brenta diventerebbe nel tempo incoltivabile in quanto il sistema di irrigazione diventerebbe contaminato dalla salinità al punto tale da essere inutilizzabile. Le teorie secondo le quali si può irrigare attingendo dalle falde acquifere sono false in quanto i costi sarebbero insostenibili e l’acqua dolce delle falde si esaurirebbe in pochi anni e verrebbe sostituita dall’acqua di mare (effetto sottovuoto);

–  si perderebbe la possibilità di trasformare oltre 668 ettari di terreno agricolo da Seminativo (mais-soia) ad Orticolo nella fascia di territorio ad ovest del Canal di Valle fino all’altezza di via Salasco (territorio del Comune di Chioggia) con un aumento di valore dei terreni stimato di circa 11 milioni di €. ;

– si permetterebbe di aumentare la resa dei terreni seminativi (fino al 30%) ed orticoli per la dilavazione negli anni dei residui salini accumulatisi nei terreni e la maggiore e più capillare disponibilità di acqua dolce e la trasformazione anche in altre zone (es. zona canale Busiola) dei terreni da seminativi ad orticoli (come paragrafo precedente);

È quindi evidente che i danni al comparto agricolo chioggiotto per il posizionamento dello sbarramento a monte delle confluenze di Canal di Valle, Gorzone e Busiola ammonterebbero a decine di milioni di € se consideriamo un periodo di tempo pari a soli 25 anni. Questo oltre al conseguente abbandono dei terreni, quindi al naturale crollo del valore degli stessi e alla distruzione, in definitiva, del comparto orticolo comunale, che non sarebbe più recuperabile.

Il beneficio per tutta la zona interessata nei prossimi 25 anni, ovvero 40.000 ettari tra sud provincia di Venezia e Padova è stato stimato in circa 110 milioni di €. Da notare che in quest’area il comune con maggior beneficio è il Comune di Chioggia che ne è coinvolto in tutto il suo territorio comunale (escludendo i centri abitati di Sottomarina e Chioggia) a differenza degli altri comuni limitrofi. È evidente quindi quale sia l’interesse pubblico.

Chi fino a due giorni fa, in tutte le sedi possibili, insisteva nel dire che lo sbarramento andava spostato a monte delle confluenze nel Brenta dei canali ora ha affermato, in commissione, che non sono interessati a spostarlo a monte, ma che sarebbe sufficiente una fideiussione per i danni che loro subiranno (la cui entità non è affatto chiara, ma che sembra in realtà esigua rispetto ai benefici al territorio e certamente non tale da provocare la chiusura delle attività).

Nel frattempo, grazie a tutto ciò, l’immagine di tutta la città di Chioggia e dei suoi abitanti è stata infangata su tutti i media locali e regionali.

Bel risultato.

 

Gilberto Boscolo

Consigliere comunale M5S

 

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