​IMPIANTO GPL: IL SINDACO NON PUÒ FERMARE I LAVORI

In merito al testo che il Comitato No GPL sta inviando a molti cittadini affinchè questi, a loro volta, lo inoltrino al Sindaco per indurlo a fermare la costruzione dell’impianto, l’Amministrazione Comunale precisa che il Sindaco non ha alcun potere di fermare il cantiere con una propria ordinanza. Infatti l’art. 54 del TUEL riserva al Sindaco il potere di adottare, con atto motivato, provvedimenti contingibili e urgenti nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento, al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana. Nel caso del costruendo impianto di GPL non esistono i presupposti basilari, né ora né in seguito, per l’emissione di un simile provvedimento. Oggi perché, essendo l’impianto ancora in fase di costruzione, non esiste alcun pericolo imminente. In seguito perché l’impianto potrà entrare in esercizio solo dopo aver adempiuto a tutte le prescrizioni previste dalla normativa vigente. Gli aspetti relativi alla sicurezza verranno infatti valutati dagli organi tecnici competenti, Comitato Tecnico Regionale e Vigili del Fuoco, senza il cui parere positivo sulla sicurezza dell’impianto questo non potrà iniziare ad operare. Il Sindaco non si può in alcun modo sostituire a questi organi tecnici, che sono gli unici contemplati dalla normativa per tutte le valutazioni relative alla sicurezza degli impianti di questo tipo.

Per quanto riguardo l’aspetto relativo alla regolarità edilizia, urbanistica e paesaggistica, l’amministrazione sta aspettando la risposta del MISE ai quesiti posti con lettera del 21.3.2017.

Tuttavia, nel periodo intercorso tra l’ultimo incontro amministrazione-Comitato No GPL, è arrivata la risposta scritta alla stesso quesito, formulato dall’On.le Marco Da Villa del M5S, da parte del Vice Ministro On.le Bellanova, che lascia poche speranze di poter bloccare il cantiere per irregolarità edilizie quali la mancanza del permesso di costruire o la mancanza dell’autorizzazione paesaggistica.

Il Vice Ministro afferma che, se pur vero che al caso in oggetto non si può applicare l’art. 57 comma ter del D.L. n. 5/2012 per i problemi legati alla data di applicazione di questo comma, tuttavia anche il comma 3 dell’art. 57 dello stesso D.L. prevede che l’autorizzazione sia rilasciata a seguito di un procedimento unico, svolto entro il termine di 180 giorni.

Ad avviso del MISE, la qualificazione di “procedimento unico” sta ad indicare che esso ingloba tutte le varie autorizzazioni che i vari soggetti partecipanti alla conferenza dei servizi sarebbero tenuti a rilasciare, ivi comprese quelle di competenza comunale di cui al DPR 380/2001.

Infine conclude che la valenza del decreto come autorizzazione anche ai fini edilizi, senza disporre in merito alla variante urbanistica, è stata possibile in quanto l’intervento era stato dichiarato dal Comune conforme al vigente PRG e al Piano Regolatore del Porto di Chioggia.

Il Sindaco Alessandro Ferro commenta: ”Nell’incontro di giovedì 6 eravamo rimasti d’accordo col Comitato No GPL di attendere per un tempo congruo la risposta del MISE. Invece il Comitato non ha rispettato l’accordo e ha voluto, con un’azione unilaterale, mettere in difficoltà il sottoscritto, diffondendo notizie già risapute o non confermate per addossarmi responsabilità che non ho e che non posso nemmeno lontanamente assumere. 

Le uniche responsabilità, in questo tormentato caso, sono esclusivamente di chi amministrava la città durante l’iter autorizzativo dell’impianto, come già dimostrato in numerose occasioni. In particolare di chi non ha partecipato alle Conferenze dei Servizi, dove si poteva dimostrare l’assoluta incompatibilità dell’impianto sia con la struttura urbanistica della città, che con la sicurezza dei cittadini, oltre a qualsiasi piano di sviluppo del porto e della città in generale, di chi, sedendo nel CDA di Aspo, ha autorizzato la concessione degli spazi necessari alla realizzazione dell’impianto e di chi, spostando l’originaria collocazione del mercato ittico, ha di fatto aperto un’autostrada alla realizzazione dell’impianto.

L’amministrazione aveva anche ribadito il concetto che non punta a fermare l’impianto per qualche giorno o per qualche mese, come proposto dal Comitato con l’azione dell’ordinanza sindacale, che verrebbe subito revocata dal TAR, ma a fermarlo per sempre.

Per questo negli ultimi tempi abbiamo consultato diversi esperti e a breve partirà un’azione di contrasto all’opera. 

Per il futuro auspico che il Comitato No GPL sia a fianco dell’Amministrazione Comunale e non in contrapposizione, perché solo con l’unione si può vincere questa difficile ma non impossibile battaglia”. 

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