Trivellazioni in Veneto e a Chioggia:aiutateci a dire NO con la vostra adesione!
Vaste zone del Veneto e dell’ Emilia-Romagna sottoposte a “ricerca di Idrocarburi”: questo l’oggetto delle istanze di permesso di richiesta presentate alla Regione Veneto ed alla Regione Emilia Romagna dalla ditta americana AleAnna Resources, LLC.
Tra i comuni interessati c’è anche Chioggia (Istanza Tre Ponti).
Qui le istanze di permesso :
-Bur n. 64 del 06/08/2010 – Istanza di permesso di ricerca di idrocarburi denominato “TRE PONTI”;
-Bur n. 68 del 20/08/2010 – Istanza di permesso di ricerca di idrocarburi denominato “LE SALINE”.
L’AleAnna Resources LLC ha sede legale a Houston (Texas), negli Stati Uniti e a Matera in Basilicata, mentre a Ferrara ha sede l’ufficio operativo. E’ una società attiva nei campi d’esplorazione e produzione di petrolio e gas. Con la legislazione vigente, per queste società petrolifere, l’Italia è divenuta una specie d’eldorado, in quanto le royalties (diritti d’estrazione incamerati dallo Stato) sono tra le più basse del mondo visto che sono al 4%, 7% per il gas, mentre in media negli altri Paesi si oscilla tra il 30 e il 70 %.
Inoltre, non si paga alcuna imposta per i primi 300.000 barili di petrolio all’anno: oltre 800 barili (o 50.000 litri) di petrolio gratis al giorno.
Grazie a questa situazione, le richieste e le operazioni di trivellazione si registrano un po’ in tutta Italia, con l’unica limitazione che riguarda le ricerche petrolifere offshore, per una fascia di 5 miglia che interessa tutte le coste nazionali.
Ora, con l’iter avviato dalla società petrolifera, se non ci fosse una ferma opposizione degli Enti locali, delle Province e della Regionee dei cittadini, potremmo trovarci prestissimo di fronte a centinaia di trivellazioni in tutto il nostro territorio.
Gli effetti di subsidenza già provocati nelle nostre zone dalle massicce estrazioni di gas-metano dal sottosuolo potrebbero riproporsi con dimensioni incalcolabili.
E’ necessario pertanto mobilitarsi immediatamente per presentare in Regione quante più osservazioni di contrarietà possibili.
I tempi poi sono strettissimi, i 45 giorni dal deposito delle richieste scadranno rispettivamente il 20 Settembre 2010 per i Tre Ponti ed il 4 Ottobre 2010 per Le Saline.
Comunicheremo a breve dove recarsi per aderire alle osservazioni da presentare in Regione.
Oppure contattateci a info@chioggia5stelle.it o alnumero 3293991405.
I comuni coinvolti:
PROVINCIA DI VENEZIA:
CAVARZERE – CHIOGGIA – CONA
PROVINCIA DI PADOVA
AGNA – ANGUILLARA VENETA – BAGNOLI DI SOPRA – BOARA PISANI – GRANZE – POZZONOVO – SOLESINO – STANGHELLA – TRIBANO – VESCOVANA
BARBONA – CASALE DI SCODOSIA – CASTELBALDO – MASI – MEGLIADINO S. VITALE – MERLARA – PIACENZA D’ADIGE – PONSO – S. ELENA S.MARGHERITA D’ADIGE – STANGHELLA – S. URBANO – VESCOVANA VIGHIZZOLO D’ESTE – VILLA ESTENSE
PROVINCIA DI ROVIGO:
ADRIA – ARQUA’ POLESINE – BOSARO – CANARO – CEREGNANO – COSTA DI ROVIGO – CRESPINO – FRASSINELLE POLESINE – GAVELLO – GUARDA VENETA – LOREO – PAPOZZE – PETTORAZZA GRIMANI – POLESELLA – PONTECCHIO POLESINE – ROVIGO – SAN MARTINO DI VENEZZE – VILLADOSE VILLANOVA MARCHESANA – ARQUA’ POLESINE – BADIA POLESINE – BAGNOLO PO – CANARO – CANDA – CASTELGUGLIELMO – COSTA DI ROVIGO – FICAROLO – FIESSO UMBERTIANO – FRASSINELLE POLESINE – FRATTA POLESINE – GAIBA – GIACCIANO CON BARUCHELLA – LENDINARA – LUSIA – OCCHIOBELLO – PINCARA – POLESELLA – ROVIGO – SALARA – S. BELLINO – STIENTA – TRECENTA – VILLAMARZANA – VILLANOVA DEL GHEBBO
PROVINCIA DI FERRARA:
BERRA – COPPARO – FERRARA – JOLANDA DI SAVOIA – RO – BONDENO – FERRARA
Ringraziamo gli amici del Movimmento 5 stelle – Rovigo per il supporto.
Categories: Ambiente, Comune di Chioggia, Energia Tags: chioggia, Estrazione, idrocarburi, metano, petrolio
In motonave alla Mostra del Cinema di Venezia contro il Nucleare
In motonave da Chioggia verso il Lido di Venezia per far arrivare il dissenso della Rete veneta contro il nucleare fin sotto i riflettori della mostra del cinema di Venezia.
Questa l’iniziativa organizzata il prossimo 4 Settembre.
IBAN: IT 02 T 0760102 000 0000 63544845 (per pagamento tramite bonifico)
Intestato a: Associazione Culturale Antigone – Chioggia
causale: no al nucleare
Invitiamo tutti a partecipare e a diffondere l’iniziativa!
Categories: Energia, Nucleare Tags: centrale nucleare, Mostra cinema Venezia, nucleare, Rete Veneta nonucleare
Le Super-Balle di Super Quark – 2 : l’innocuità delle scorie nucleari e l’esempio svedese
Comincia nella puntata di SuperQuark del 22 Luglio 2010, la propaganda televisiva di stato pro-nucleare per orientare favorevolmente l’opinione pubblica al ritorno italiano alla (vetusta) energia nucleare per produrre energia elettrica.
Piero Angela, il divulgatore scientifico che non crede nell’educazione (min. 2:54), già noto per le super-balle sul terremoto dell’Aquila (qui il nostro articolo), sugli inceneritori (articolo dal blog di Grillo) e sull’eolico (articolo di byoblu.com) si presta ottimamente (sulla TV pubblica pagata con i nostri soldi) a questo ruolo: agli occhi dei cittadini è credibile ed affidabile.
Come si fa a sostenere che è giusto, per fare energia per 30 anni, creare cimiteri di scorie che rimarranno pericolose per migliaia di anni (Come se fosse certo che in migliaia di anni non potranno mai accadere eventi catastrofici in grado di devastare i depositi di scorie) ?
Come si fa a dire che abbiamo sforato i parametri del protocollo di Kyoto per le emissioni di CO2, perchè l’Italia ha rinunciato all’energia nucleare (di cui l’Italia non ha bisogno)?
A questi servi di regime risponderemo con tutte le nostre forze per divulgare l’informazione vera e non assecondata ai voleri del governante di turno.
p.s. : invitiamo a partecipare alla manifestazione antinucleare alla Mostra del Cinema di Venezia il 4 Settembre con la Motonave Chioggia-Lido Venezia. email: info@chioggianonucleare.org – telefono: Nicla 3335862774
Categories: Energia, Nucleare Tags: Angela, scorie, scorie nucleari, super quark, Super-Balle
Il problema nucleare di Zaia

Articolo tratto da “Il Fatto Quotidiano” del 28 Aprile 2010
Il problema nucleare di Zaia
LE NUOVE CENTRALI SARANNO ANCHE NEL POLESINE, NONOSTANTE LE PROMESSE DEL NUOVO GOVERNATORE
di Nicola Brillo
Padova
Sul tavolo del nuovo governatore del Veneto Luca Zaia finiranno presto due grane energetiche. Ed entrambe portano dirette in Polesine. Qui infatti prosegue la battaglia tra i comitati ed Enel, a colpi di proteste e azioni legali, contro la riconversione della centrale da olio a carbone, simile a quella di Civitavecchia fermata nei giorni scorsi. La centrale di Polesine Camerini (Rovigo) è anche al centro della nuova inchiesta della magistratura rodigina che ha indagato i vertici dell’Enel, passati e attuali. Proprio queste zone sono maggiormente indiziate per ospitare una delle cinque centrali nucleari promesse dal governo Berlusconi. Durante la campagna elettorale della Lega Nord in Veneto la parola “nucleare” è stata bandita: tutti gli annunci parlavano di “autonomia energetica” ed “energia pulita”. E anche il governatore Zaia, che a Roma aveva dato via libera al ritorno in Italia del nucleare, in Veneto è stato perentorio: “La regione la sua parte l’ha già fatta. Con il rigassificatore al largo delle sue coste, e con la riconversione al carbone di Porto Tolle”.
Prima stella, l’Ambiente – Programma MoVimento 5 stelle
(N.B. : a proposito di olimpiadi….M.Pallante al minuto 4.00: “io che vivo vicino a Torino ne ho la prova provata, si è pensato di lanciare l’economia della città attraverso l’edilizia con le Olimpiadi, il risultato è che abbiamo degli edifici che sono già in degrado, abbiamo degli edifici che hanno dei consumi energetici e la popolazione, i cittadini di Torino si trovano ad avere in questo momento un debito di 6 mila Euro a testa, neonati compresi, se la città vendesse tutto il suo patrimonio edilizio potrebbe pagare la metà dei debiti che ha accumulato e tutto questo si è bloccato, tutta questa spinta dell’edilizia.”)
L’ambiente è ciò che ci consente di vivere ed è folle continuare a rovinarlo e violentarlo come è stato fatto finora.
La crisi che ci sta investendo è il risultato di una società fondata sul sistema folle ed insostenibile della crescita infinita che ha come unico, inadeguato, fasullo, indicatore di benessere il PIL.
Ne sta facendo le spese l’ambiente, attraverso il consumo indiscriminato del territorio a fini edilizio-speculativi, l’installazione di superflue centrali elettriche a combustibili fossili, la creazione di discariche (magari posizionate a fianco ad un fiume tipo Ca’Rossa) la costruzione di grandi opere devastanti e spesso non indispensabili, lo sfruttamento di risorse non rinnovabili (senza renderci conto che in realtà il nostro povero pianeta dispone di una quantità finita di materiali) ed ignorando una regola semplicissima che tutti abbiamo studiato a scuola nelle ore di scienze: nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma.
Quello che bisognerebbe capire è che questa crisi non dovrebbe essere vissuta come un dramma, sperando che passi per continuare nel nostro insostenibile stile di vita e cercando di uscirne incentivando (ancora??) l’espansione edilizia e l’automobile, bensì essa è un’opportunità (non tutto il male viene per nuocere), che ci costringe a rimettere in discussione i 50 anni di follia in cui siamo vissuti, a partire dal fatto che c’era una sovrabbondanza di petrolio a prezzo molto basso,facendoci perdere ogni buonsenso nell’affrontare le cose, ogni buonsenso a rapportarci con il mondo, ogni buonsenso a rapportarci tra di noi e nella nostra stessa vita individuale.
Non solo, questo cambiamento è e sarà l’unica possibilità di rilancio economico che avremo.
Ecco alcuni punti per noi fondamentali relativamente all’ambiente:
1. Incentivazione finanziaria e fiscale delle ristrutturazioni energetiche finalizzate a ridurre gli sprechi e le inefficienze.
2. Incentivazione finanziaria e fiscale di costruzioni ad alta efficienza energetica.
3. Certificazione energetica degli edifici, da inserire come clausola vincolante negli atti notarili di compravendita e nei contratti d’affitto. Istituzione di un organismo indipendente di certificazione e controllo.
4. Incentivazione finanziaria e fiscale di fonti rinnovabili inserite in edifici di cui sia prevista contestualmente la ristrutturazione per aumentarne l’efficienza energetica e solo se una percentuale del risparmio economico generato dall’efficienza viene reinvestito in fonti rinnovabili.
5. Incentivazione finanziaria e fiscale di fonti rinnovabili inserite in edifici ad alta efficienza energetica
6. Divieto di costruire nuove centrali termoelettriche e Nucleari, ma ripotenziamento delle esistenti mediante la loro trasformazione in cicli combinati.
7. Divieto di costruire centrali a fonti rinnovabili per evitare lo specifico impatto ambientale che ne deriverebbe, ma sviluppo delle fonti rinnovabili in piccoli impianti per autoconsumo e scambi delle eccedenze a livello locale.
8. Incentivazione alla trasformazione della rete di distribuzione in rete di reti locali per favorire lo scambio delle eccedenze tra autoproduttori.
9. Piena liberalizzazione del mercato dell’energia, perché la concorrenza è la condizione necessaria per accrescere l’efficienza e perché l’autoproduzione genera nelle ore vuote delle eccedenze che non possono non essere vendute se non in un mercato concorrenziale.
10. No a finanziamenti pubblici che rendano le tecnologie meno efficienti in termini di riduzione della CO2 a parità di investimenti, più convenienti economicamente delle tecnologie più efficienti.
11. Incentivazione finanziaria e fiscale maggiore alle colture no food finalizzate a ridurre i consumi energetici (materiali per coibentazione, come, per esempio, la canapa), che alle colture no food finalizzate a produrre biocarburanti (bioetanolo e biodiesel).
Vincolo delle incentivazioni alla produzione di biocarburanti soltanto come sottoprodotto di colture alimentari. Poiché l’obbiettivo di fondo è la riduzione delle concentrazioni di CO2 in atmosfera, queste produzioni devono essere effettuate con metodi colturali che fissano il carbonio nel suolo (per esempio: agricoltura organica).
Incentivazione della gestione dei boschi finalizzata ad accelerare la loro evoluzione naturale, per produrre energia rinnovabile e sotterrare CO2.
12. Incentivazione delle ristrutturazioni energetiche con formule contrattuali e.s.c.o. da parte degli enti locali.
13. Uso della fiscalità per incentivare comportamenti virtuosi in termini della riduzione delle emissioni di CO2 e penalizzare i comportamenti dissipativi. Definizione di una fascia minima pro-capite di consumi energetici a prezzi politici e costi maggiorati per le quote eccedenti.
14. Pagamento a consumo del riscaldamento nei condomini.
15. Blocco delle aree di espansione edilizia nei piani regolatori delle aree urbane nei vari comuni. Incentivazione delle ristrutturazioni qualitative ed energetiche del patrimonio edilizio esistente. Concessioni di Permessi di costruire soltanto per demolizioni e ricostruzioni di edifici civili o per cambi di destinazioni d’uso di aree industriali dimesse, previa destinazione di una parte di esse a verde pubblico.
16. Formulazione di allegati energetici-ambientali ai regolamenti edilizi vincolanti la concessione delle licenze edilizie al raggiungimento degli standard di consumo previsti dalla Provincia autonoma di Bolzano (classe C: 70 kWh al metro quadrato all’anno).
17. Espansione del verde urbano nell’ottica di una riduzione dello squilibrio complessivo tra inorganico e organico, con fissazione di percentuali annue di incremento, al fine di:
• migliorare i microclimi urbani;
• aumentare l’alimentazione delle falde idriche riducendo l’impermeabilizzazione dei suoli;
• potenziare la fotosintesi clorofilliana per incrementare l’assorbimento CO2.
18. Valutazione strategica dell’impatto ambientale per qualsiasi intervento sul territorio.
19. Uso nell’edilizia di materiali locali, per quanto possibile, e riuso di materiali provenienti dalle demolizioni.
20. Recupero delle acque piovane canalizzando i flussi delle grondaie in serbatoi di accumulo per sciacquoni e irrigazione.
21. Divieto di costruire parcheggi per edifici destinati ad attività lavorative, divieto totale
di sosta nelle strade dei centri storici a eccezione dei residenti e destinazione agli
stessi dei parcheggi sotterranei esistenti.
Se avete altre idee inseritele nel nostro Forum!
17 Marzo 2010: ultima serata informativa Gruppo d’Acquisto Fotovoltaico Veneto
A grande richiesta l’associazione “Chioggia a 5 stelle” ripropone un’altra serata informativa aperta al pubblico sul Gruppo d’Acquisto Fotovoltaico Veneto. Nel precedente incontro sono già state raccolte le prima adesioni per la zona di Chioggia all’iniziativa e sono già partite le prime verifiche per l’installazione degli impianti.
Si tratta di un progetto che si impone nel panorama attuale come uno dei più importanti gruppi di acquisto nel settore delle energie rinnovabili, ponendosi come obiettivo il raggiungimento di una potenza complessiva di 1 MW, data dalla somma delle centinaia di piccoli impianti, domestici e non.
Attualmente in tutto il Veneto ci sono state oltre 200 adesioni.
Affretatevi però, il Gruppo d’Acquisto chiuderà le iscrizioni a fine Marzo!
L’installazione di un impianto fotovoltaico per l’autoproduzione di energia elettrica normalmente è preceduta da una serie di momenti: la familiarizzazione con l’argomento, l’analisi di vantaggi economici e criticità, la valutazione dell’investimento, la selezione di servizio e fornitore qualificati, l’esame delle proposte di finanziamento degli istituti di credito. Non tutti sono attrezzati per affrontare questo iter che richiede una certa disponibilità di tempo ed energia e di competenze minime, che si rivelano non essere mai abbastanza quando giunge il momento di siglare il contratto per l’avvio dei lavori.
È qui che interviene efficacemente il “Gruppo d’Acquisto Fotovoltaico Veneto” risolvendo il problema alla radice. Una commissione di esperti indipendenti ha, infatti, valutato una rosa di fornitori e di materiali sulla base di parametri rigorosi ed esaustivi, ha negoziato un costo per kWp conveniente grazie al potere contrattuale dato dall’acquisto collettivo, ha stabilito dei requisiti minimi da rispettare (in termini di tempi di installazione, norme di sicurezza, copertura assicurativa, garanzie, ecc.) per proporre ai cittadini veneti il risultato dell’intero processo e assicurare un servizio di qualità.
Insomma, un servizio “chiavi in mano” di ottima qualità con un risparmio netto medio del 20% rispetto all’acquisto individuale.
Un’opportunità unica per i cittadini veneti e di Chioggia oltre che un modo per informare tramite le serate informative.
Nella serata saranno resi noti gli accordi tra il Gruppo d’Acquisto e i fornitori degli impianti fotovoltaici con particolare riferimento a costo per kWp in funzione della taglia dell’impianto, caratteristiche dei materiali selezionati, garanzie e servizi concordati. Saranno inoltre descritte ai cittadini le caratteristiche di base che dovrebbe avere un prodotto finanziario ad hoc per il fotovoltaico.
Per informazioni:
Francesco Pasqualin, Energoclub Onlus, cell. 348 7066192
Gilberto Boscolo, Chioggia 5 stelle, cell. 3293991405 info@chioggia5stelle.it

Categories: Energia, Eventi, GA FV Tags: Fotovoltaico, GA FV, Gruppo d'acquisto, serata informativa
La nostra risposta al nucleare: il Gruppo d’Acquisto Fotovoltaico Veneto
Per evidenziare che non sappiamo soltanto dire “NO” all’energia nucleare e per dimostrare che esistono veramente alternative che sfruttano le energie rinnovabili disponibili da subito, l’associazione “Chioggia 5 stelle” sta promuovendo il Gruppo d’Acquisto Fotovoltaico Veneto.
Il solare fotovoltaico ha impatti ambientali infinitamente inferiori, nemmeno lontanamente paragonabili a quelli della FOLLIA dell’energia nucleare e oltretutto sono CONVENIENTI ECONOMICAMENTE.
Tenuto conto dell’argomento ancora poco conosciuto ed i mezzi di divulgazione limitati che abbiamo a disposizione, l’incontro informativo del 3 Febbraio è stato molto soddisfacente.
Per questo ringraziamo tutti i presenti all’incontro, il locale Big Fish ed ovviamente l’associazione Energo Club Onlus per il supporto tecnico.
Qui potete scaricare la presentazione proiettata durante la serata informativa.
Chi fosse interessato all’adesione al G.A. Fotovoltaico Veneto può scaricare il modulo da compilare qui ed inviarlo ad info@chioggia5stelle.it al più presto.
I tempi non sono ampissimi in quanto il primo conto energia si esaurirà entro pochi mesi.
Infatti non è mai stato così conveniente come in questo momento installare un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica: nel 2007 un impianto familiare da 3 kWp acquistato singolarmente costava circa 20000€, oggi costa circa 15000-16000€.
Con il GA costa circa il 20% in meno e cioè circa 12200€, mentre l’incentivo del GSE è rimasto quello del 2007 cioè mediamente di 0,40€ per Kwh prodotto per la durata di 20 anni.
Aggiungiamoci poi i 0,15€/Kwh per l’energia non consumata immessa in rete e quella autoprodotta ed autoconsumata che non è stata acquistata dalla rete.
Aggiungo infine che l’autoproduzione di energia a livello soprattutto familiare con piccoli impianti è un fattore di democrazia, ed il primo passo verso la responsabilizzazione energetica delle persone.
Rendere le persone consapevoli dei propri consumi, è il primo passo verso la diffusione della cultura del risparmio energetico.
E contemporaneamente l’autoproduzione e l’autoconsumo in loco o comunque nelle zone limitrofe permette di ottenere minori dispersioni di energia.
Insomma, il vero obbiettivo è un sistema energetico che ricalchi il modello di internet per l’informatizzazione:
non c’è bisogno di grandi centrali elettriche da 1000-2000 Mw, ma di milioni di famiglie che si autoproducono 3 Kw a testa!
Categories: Energia, GA FV Tags: energia rinnovabile, energia solare, EnergoClub, Fotovoltaico, Gruppo d'acquisto
Rischio cancro doppio per chi abita nelle vicinanze di una centrale nucleare

Si tratta di uno studio ufficiale del governo Tedesco della Bundesamtes fur Strahlenschutz (BfS).
L’Ufficio Federale per la Protezione dalle Radiazioni dimostra che il rischio di contrarre il cancro sta aumentando per bambini che crescono nelle vicinanze di centrali nucleari. È vero in particolare per la leucemia, un caso speciale di cancro.
In Germania, tutti i casi di cancro nei bambini vengono registrati. Quindi, è stato possibile indagare sui casi di cancro dei bambini dal 1980 al 2003. Coinvolti nello studio di ricerca erano: 1592 bambini d’eta inferiore ai 5 anni che hanno contratto la malattia, e 4735 bambini in buona salute .
Più vicino alle centrali si vive, più alto è il rischio
di leucemia e cancro.
Nelle zone all’interno di un raggio di 5 km dalle centrali nucleari, sono stati riscontrati 77 casi di cancro (60% più della media) e 37 casi di leucemia (117% più della media).
Normalmente invece la media nazionale per gruppi di persone di analoga dimensione è di 48 casi di cancro e 17 casi di leucemia.
Una persona direttamente coinvolta nello studio ha menzionato a Spiegel online, che potrebbe essere un rischio più alto anche all’interno di un raggio di 50km intorno alle centrali nucleari.
Sulla Radio Svizzera, la responsabile dello studio, Professoressa Maria Blettner (Università di Mainz) ha affermato: “Anzi, possiamo provare statisticamente che il rischio per i bambini di contrarre il cancro aumenta se crescono vicino ad una centrale nucleare.” E inoltre: “non possiamo arrivare ad nessuna conclusioni per gli adulti semplicemente perchè lo studio è relativo solo ai bambini.”
Questi risultati confermano altri studi sulla radioattività come causa di cancro anche in piccole dosi.
I risultati del gruppo di Mainz sono in linea con quelli emersi in Francia e in Gran Bretagna. In Francia uno studio del 1997, e un altro del 2001, mostrarono un’elevata incidenza di leucemie tra i bambini che vivono vicino alle centrali nucleari.
Jean Francois Viel, professore di igiene alla Università France Comte, nel 1997 ha trovato che i bambini che frequentavano la spiaggia di Cotentin, sulla costa Atlantica vicino alla centrale nucleare di La Hague, o che vivevano nel raggio di 35 chilometri dall’impianto, venivano colpiti da leucemia in percentuale molto superiore alla media nazionale.
Gruppo d’Acquisto Fotovoltaico Veneto – Incontro informativo
L’associazione “Chioggia a 5 stelle” sta organizzando una serata informativa aperta al pubblico sul Gruppo d’Acquisto Fotovoltaico Veneto.
Verranno presentati nei dettagli dall’associazione Energo Club Onlus, le caratteristiche e le condizioni economiche degli impianti solari fotovoltaici proposti a chi vorrà aderire al G.A..
I partecipanti potranno portare informazioni più dettagliate in merito alla propria abitazione (orientamento e superficie falde copertura, consumo annuo attuale energia elettrica) per valutare la fattibilità di un eventuale impianto.
Si tratta di un progetto che si impone nel panorama attuale come uno dei più importanti gruppi di acquisto nel settore delle energie rinnovabili, ponendosi come obiettivo il raggiungimento di una potenza complessiva di 1 MW, data dalla somma delle centinaia di piccoli impianti, domestici e non.
L’installazione di un impianto fotovoltaico per l’autoproduzione di energia elettrica normalmente è preceduta da una serie di momenti: la familiarizzazione con l’argomento, l’analisi di vantaggi economici e criticità, la valutazione dell’investimento, la selezione di servizio e fornitore qualificati, l’esame delle proposte di finanziamento degli istituti di credito. Non tutti sono attrezzati per affrontare questo iter che richiede una certa disponibilità di tempo ed energia e di competenze minime, che si rivelano non essere mai abbastanza quando giunge il momento di siglare il contratto per l’avvio dei lavori.
È qui che interviene efficacemente il “Gruppo d’Acquisto Fotovoltaico Veneto” risolvendo il problema alla radice. Una commissione di esperti indipendenti ha, infatti, valutato una rosa di fornitori e di materiali sulla base di parametri rigorosi ed esaustivi, ha negoziato un costo per kWp conveniente grazie al potere contrattuale dato dall’acquisto collettivo, ha stabilito dei requisiti minimi da rispettare (in termini di tempi di installazione, norme di sicurezza, copertura assicurativa, garanzie, ecc.) per proporre ai cittadini veneti il risultato dell’intero processo e assicurare un servizio di qualità.
Nella serata saranno resi noti gli accordi tra il Gruppo d’Acquisto e i fornitori degli impianti fotovoltaici con particolare riferimento a costo per kWp in funzione della taglia dell’impianto, caratteristiche dei materiali selezionati, garanzie e servizi concordati. Saranno inoltre descritte ai cittadini le caratteristiche di base che dovrebbe avere un prodotto finanziario ad hoc per il fotovoltaico.
Ad oggi, grazie al passaparola, in tutto il Veneto si contano già 80 famiglie per un totale di 300 kWp prenotati.
Per informazioni:
Francesco Pasqualin, Energoclub Onlus, cell. 348 7066192
Gilberto Boscolo, Chioggia 5 stelle, cell. 3293991405 info@chioggia5stelle.it
www.chioggia5stelle.it
www.solare.tv
Categories: Energia, Eventi, GA FV Tags: conto energia, EnergoClub, Fotovoltaico, Gruppo d'acquisto, incointro informativo
Violante ad Alfano: manda gli ispettori dai pm di Rovigo, hanno bloccato la trasformazione a carbone della centrale ENEL di Porto Tolle
Ritengo doveroso pubblicare un articolo de “Il fatto Quotidiano” dell’8 Gennaio 2010, un chiaro esempio di quali siano le reali motivazioni e da cosa sono determinate la maggior parte delle scelte politiche per la costruzione di infrastrutture in Italia.
Luciano Violante, presidente dell’associazione “Italia decide” (di cui fanno parte anche Gianni Letta e Giulio Tremonti) ad un convegno organizzato da “Cortina incontra” il 5 Gennaio 2010, parla del caso della procura di Rovigo che ha bloccato la trasformazione a carbone della centrale termoelettrica Enel di Porto Tolle, il cui impatto ambientale sulla qualità dell’aria riguarderà anche Chioggia.Secondo Violante siamo davanti a un chiaro esempio di come “l’organo giudiziario” sia diventato “un organo di governo”.
“Casualmente” tra i soci fondatori di “Italia decide” c’è anche Enel spa.
Fonte articolo de “Il fatto quotidiano”
Il 5 gennaio, durante il suo intervento, l’impellicciata platea di Cortina Incontra lo ha più volte applaudito. E non poteva essere altrimenti. Perché agli occhi dei berluscones “il piccolo Vishinski”, come lo definiva fino all’altroieri l’ex presidente Francesco Cossiga e il resto del centrodestra, sembra cambiato.
Adesso che tutti in Parlamento, ma quasi nessuno nel Paese, parlano di riforme istituzionali, l’uomo giusto per il dialogo è diventato lui: l’ex pericolo pubblico numero uno, Luciano Violante. L’ex presunto capo della presunta spectre di magistrati anti Silvio Berlusconi che dopo aver accarezzato a lungo il sogno di essere nominato membro della Consulta, oggi più modestamente punta a un posto nel pantheon dei Padri (ri)costituenti.
Così, mentre non passa giorno senza che i pidiellini Paolo Bonaiuti e Gaetano Quagliariello lo elogino dicendo : “Per riscrivere la Costituzione bisogna partire dalla bozza Violante“, lui s’industria per apparire sempre più affidabile. Riuscendoci, tra l’altro, benissimo.
L’ultima sortita avviene tra le Dolomiti, durante un dibattito intitolato “Processo ai processi”. Qui Violante prima sfodera la soluzione per risolvere “i conflitti tra politica e magistratura”: cambiare la composizione del Csm e farne nominare per due terzi i membri dalle Camere e dal presidente della Repubblica. Un rimedio senz’altro efficace, visto che è difficile immaginare di trovare molte toghe disposte ad indagare o condannare qualche politico, sapendo che poi i partiti potranno prendersi la loro rivincita nell’organo, finora, definito “di autogoverno della magistratura”.
Poi, come per dimostrare che pure lui vuole fare sul serio, Violante sciorina qualche esempio. E, in attesa dell’introduzione di “un’alta Corte di giustizia costituzionale” a cui assegnare i procedimenti disciplinari contro le toghe, indica, pur non facendone i nomi, al Guardasigilli Angelino Alfano i pm su cui i suoi ispettori dovrebbero cominciare ad indagare: quelli della fin qui semi-sconosicuta Procura di Rovigo.
La loro colpa? Aver bloccato, sostiene Violante, la trasformazione di una centrale Enel a metano, “abbastanza inquinante”, in una centrale a carbone, meno inquinante (dice lui). Secondo l’ex presidente della commissione Antimafia infatti i magistrati avrebbero “intimidito la commissione di impatto ambientale” che doveva dare il via all’opera emanando per due volte un decreto in cui si scriveva, più o meno, “fateci avere le decisioni che prenderete. Cioè si presentava una richiesta di sequestro futuro”.
“Naturalmente”, spiega Violante, “tutti quelli della commissione non si riuniscono perché temono che la magistratura li metta sotto inchiesta”. Anche per questo la questione passa in mano al ministero dell’Ambiente. Ma i pm di Rovigo non si arrendono e chiedono pure al ministro “il provvedimento che verrà emesso”. Insomma, per Violante, siamo davanti a un chiaro esempio di come “l’organo giudiziario” sia diventato “un organo di governo”.
Può essere. Di certo però l’intervento di Violante a Cortina, ripreso pari pari dal suo libro “Magistrati”, è un chiaro esempio di conflitto d’interessi.
L’ex parlamentare è infatti l’animatore e il presidente di uno dei tanti think tank Italia Decide. Scopo nobile dell’associazione è quello di mobilitare energie “contro l’Italia del non fare”. E proprio per questo, accanto allo straordinario parterre dei soci promotori tra i quali compaiono, i nomi di Carlo Azeglio Ciampi e Gianni Letta, ci sono pure dei soci fondatori. Per esempio proprio l’Enel spa, che con la magistratura di Rovigo ha il dente avvelenato.
Un’inchiesta legata all’inquinamento prodotto dalla centrale di Porto Tolle in primo grado aveva portato alla condanna dei vertici dell’azienda. Poi in appello gli ex amministratori delegati Paolo Scaroni e Franco Tatò erano stati assolti, mentre per i dirigenti locali era stato pronunciato un nuovo verdetto sfavorevole, ora all’esame della Cassazione.
Anche per questo, mentre si moltiplicavano gli esposti e i ricorsi al Tar di comitati di cittadini, i pm di Rovigo hanno cercato di capire se installare una centrale a carbone comportasse dei rischi. E, come si legge in una delle lettere inviate al ministero dell’Ambiente, i consulenti tecnici della procura, dopo aver esaminato la documentazione, hanno segnalato “l’esposizione da parte di Enel di dati ritenuti non reali che portano a elaborazioni viziate”.
Come dire: secondo i periti lo sponsor “dell’associazione a-partisan” presieduta da Violante sta truccando le carte. Se sia vero o meno, a questo punto, lo possono stabilire solo le indagini. Per questo il 1 aprile dello scorso anno la magistratura ha chiesto al ministero “l’invio di tutti gli atti, note o pareri – successivi a quelli già inviati a quest’ufficio – emessi dalla Commissione Via” e da altri organismi.
Suscitando le proteste del padre costituente in pectore, Violante che ora denuncia tra gli applausi di Cortina “l’intimidazione”. L’idea di attendere l’esito dell’inchiesta , non sembra invece averla presa in considerazione.
Un po’ come era accaduto nel febbraio del 2006 quando i pm di Salerno e di Torino avevano chiesto al Parlamento di poter utilizzare alcune intercettazioni telefoniche indirette contro Vincenzo De Luca (Ds) e Ugo Martinat (An). I reati contestati erano gravi, ma la giunta per le autorizzazioni a procedere aveva deciso con voto bipartisan di mandare al macero le bobine.
Con un’unica eccezione, il diessino Giovanni Kessler. Il quale era però stato subito apostrofato dal capogruppo Violante: “Tu oggi hai votato contro un compagno! Come ti permetti?”. Kessler aveva ribattuto di aver agito secondo coscienza. E, tre mesi dopo, era stato uno dei tre deputati della Quercia non ricandidati dopo un’unica legislatura. Un modo come un altro per risolvere i conflitti tra politica e giustizia.
Da Il Fatto Quotidiano dell’8 gennaio
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